
Quali sono gli ostacoli per una pace giusta
in Medio Oriente?
Dieci domande sul sionismo
Convegno
(Centro Congressi “Cavour”,
via Cavour 50/A, Roma)
Le risposte alle dieci
domande e la discussione che ne deriveranno
potranno offrire una sintesi più avanzata
possibile sulla natura di un progetto
ideologico, storico, politico e statuale
segnato profondamente dal colonialismo e
dalla discriminazione. I temi del primo
incontro del 28-29 novembre che si cercherà
di far sviluppare ai vari relatori ed ospiti
vengono qui formulati sotto forma di domande
per facilitare la discussione.
Dieci domande sul sionismo
1) Il sionismo nasce
nell’Europa dell’espansione colonialista del
secondo Ottocento. Quanto si sono
influenzati e integrati reciprocamente il
progetto sionista e quello colonialista
europeo?
2) Il sionismo era l’unica
opzione politica disponibile per i cittadini
di origine ebraica in Europa? Oppure la
lotta contro la discriminazione, le
persecuzioni e i pregiudizi antiebraici
aveva altri sbocchi politici ma di segno
anticolonialista?
3) Quali sono state le
conseguenze in Palestina del “sionismo reale”
cioè di un progetto ideologico che “si è
fatto Stato” con la nascita di Israele?
4) Come mai il sionismo
riesce a funzionare ancora oggi da
attrazione per le èlite dei paesi europei e
degli Stati Uniti? Quanto ha influito sulla
rinascita di un progetto e una cultura
neocolonialista verso i paesi in via di
sviluppo in questi anni?
5) Qual è l’influenza del
sionismo reale nel dibattito, nella cultura
politica e nelle scelte strategiche dei
paesi dell’Europa, dell’Africa, dell’America
Latina e degli Stati Uniti?
6) E’ storicamente,
politicamente e scientificamente accettabile
l’equiparazione tra antisionismo e
antiebraismo che viene ripetutamente
riaffermata dalle massime autorità
istituzionali italiane?
7) Il governo italiano è
“il migliore alleato di Israele in Europa”.
L’esperienza del partito Kadima ha molti
ammiratori nei partiti italiani. Tsahal ha
molti sostenitori politici ed economici. La
cultura sionista ha molti estimatori tra
artisti e scrittori del nostro paese. Esiste
il rischio di una sua egemonia nella vita
politica e culturale italiana?
8) Il revisionismo storico,
praticato a piene mani anche nel nostro
paese, non è l’altra faccia del negazionismo
messo all’indice dalla comunità
intellettuale? Può esistere un unico
monopolio dell’orrore e della memoria?
9) Il boicottaggio
accademico verso Israele invocato da docenti
universitari e sindacati di altri paesi
europei, può essere ritenuto e praticato
come una normale forma di pressione
internazionale sulla politica di uno Stato?
10) Il progetto di uno
Stato Unico per ebrei e palestinesi è da
ritenersi una minaccia o una soluzione
possibile per la pace in Medio Oriente?
A queste
domande invitiamo a rispondere studiosi,
giornalisti e attivisti italiani,
palestinesi e israeliani.
Per
partecipare al convegno è necessario
iscriversi entro il 24 novembre inviando
una
mail con nome, cognome, città, associazione
di appartenenza a:
convegnosionismo@hotmail.it
Il Forum Palestina