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Progetto emergenziale per Gaza

La Striscia di Gaza oggi è la più grande e martoriata prigione a cielo aperto del mondo. In questa prigione circa 2 milioni di persone vivono sotto un assedio asfissiante da parte dell’occupazione israeliana che da 8 anni non permette neanche l’ingresso di quantità sufficienti di materiali di prima necessità, dalle medicine al cibo. Da circa due settimane però la Striscia sta subendo una delle più feroci aggressioni nella storia dell’occupazione della Palestina. Interi quartieri delle città e dei campi profughi sono stati rasi al suolo, ad oggi sono circa 500 i morti e diverse migliaia i feriti. Tra loro tantissimi i bambini, che sono diventati specifici target dell’esercito israeliano. Da inseguire con un mirino mentre corrono su una spiaggia e farli scomparire in una nuvola grigia di sabbia e fumo. Ma vittime sono tutti i bambini gazawi, anche quelli che sopravvivono. Alle bombe, ai loro genitori, fratelli, sorelle e amiche. E che sempre più spesso sopravvivono col senso di colpa per essere vivi. Una guerra come quella di questi giorni è un evento che più di ogni altro provoca una serie di traumi psico-fisici che colpisce i bambini della Striscia. Ed a Gaza basta avere 6 anni per essere sopravvissuto già a tre guerre. Nel mentre un senso di insicurezza totale ed una presenza pervasiva di morte e violenza che, insieme alla ciclicità delle guerre, non permette un superamento dei traumi che si strutturano sempre più in profondità. Flashback, senso di impotenza, insicurezza, privazioni, aggressività, dolore, attacchi di panico. Questi i mostri che animano le emozioni e le sensazioni dei bambini a Gaza. Resistere in Palestina significa difendere la sua terra, la sua identità, il suo popolo e soprattutto i suoi bambini. I loro giochi e la loro fantasia. Resistere significa liberare per loro tutti i colori dei sogni. Liberarli dal grigiore dell’occupazione. In queste ore un gruppo di giovani artisti gazawi dell’Unione dei Giovani Progressisti Palestinesi (PPYU), un’associazione giovanile della sinistra palestinese, si sta muovendo per le strade deserte del nord della Striscia per raggiungere gli ospedali, le scuole dove si stanno rifugiando decine di migliaia di famiglie e i campi profughi. Sono clown, giocolieri, teatranti e animatori che difendono l’infanzia dei bambini. Con i loro giochi aiutano i più piccoli a resistere in questi giorni tremendamente drammatici e a combattere contro la paura della guerra. Non appena le strade di Gaza saranno state liberate dagli occupanti, il PPYU organizzerà una serie di laboratori e giornate di animazione in varie località di tutta la Striscia insieme ad associazioni di base che si occupano della gestione di asili e di attività socio-educativi con giovani e bambini.
Le attività saranno rivolte ai bambini dai 6 ai 12 anni ed agli educatori e animatori delle associazioni territoriali. La finalità è quindi anche quella di creare laboratori di auto-formazione in cui tutte le figure che partecipano al progetto mettono in “gioco” le proprie esperienze, saperi, competenze e metodologie per potenziare ed ampliare gli strumenti degli operatori in un contesto sempre più complesso e delicato. Il PPYU chiede agli amici della Palestina di sostenere questo progetto attraverso una raccolta di fondi per l’acquisto dei materiali e degli strumenti necessari allo svolgimento dei laboratori. Ma invitano anche coloro che hanno competenze specifiche nel campo del teatro, giocoleria, autocostruzione di giochi, agli animatori ed agli educatori di sostenere il progetto partecipando attivamente ai laboratori nella Striscia di Gaza. I laboratori si terranno dalla fine delle operazioni militari fino a settembre, in coincidenza con l’inizio delle attività scolastiche.
L’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP), risponde alla chiamata di solidarietà dei giovani di Gaza e promuove una raccolta fondi per sostenere questo progetto. Si sta anche impegnando ad organizzare un’èquipe di professionisti dall’Italia per partecipare ai laboratori.
Di seguito i dati dell’UDAP per i versamenti a sostegno del progetto: Codice Fiscale: 950940101
Conto corrente postale: 1011266952
IBAN: IT81 C076 0101 4000 0101 1266 952
Per informazioni scrivere a:
udap48@gmail.com