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A fronte dell’inasprimento delle sue condizioni carcerarie, Sa’adat minaccia uno sciopero della fame

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, condannato a 30 anni per la sua militanza politica (rinchiuso nelle carceri dell’Autorità Nazionale Palestinese dal 2001 al 2006, e dal 2006 ad oggi in quelle dell’occupazione sionista) minaccia le autorità carcerarie sioniste e avverte che intende intraprendere uno sciopero della fame.

Alla base delle motivazioni dello sciopero le vessazioni subite dal compagno Sa’adat, trasferito da carcere a carcere, periodicamente obbligato all’isolamento.
Gli sono inoltre state vietate visite da parte dei famigliari da circa due anni, senza alcuna giustificazione da parte delle autorità carcerarie.

La Commissione per gli Affari dei Prigionieri Palestinesi oggi, venerdì 3 giugno 2015, ha rilasciato un comunicato dal quale si apprende che il compagno Sa’adat, ora presente nel carcere di Gialbu’a, viene trasferito ed isolato in modo continuo sin dal suo arresto” e che “gli sono vietate visite di familiari dietro direttiva del “Shabak” [NdR: agenzia di intelligence per gli affari interni]”