Comunicati

73 anni dalla Nakba

15 MAGGIO 1948 – 15 MAGGIO 2021 Sono trascorsi 73 anni dalla Nakba, la catastrofe palestinese.Tradendo le aspettative dei pionieri del progetto sionista, noi non abbiamo dimenticato la Nakba e […]

15 MAGGIO 1948 – 15 MAGGIO 2021

Sono trascorsi 73 anni dalla Nakba, la catastrofe palestinese.
Tradendo le aspettative dei pionieri del progetto sionista, noi non abbiamo dimenticato la Nakba e crediamo non si possa capire quel che accade oggi in Palestina senza conoscere quel che è accaduto nel 1948, quando un’intera società, composta principalmente da arabi, è stata sterminata dai colonialisti inglesi e dai sionisti israeliani e sradicata dalla propria patria.
Oltre 400.000 palestinesi sono stati uccisi e ai palestinesi scampati ai massacri e alla pulizia etnica, che ora sono circa 2 milioni e costituiscono il 20% della popolazione, non è stato riconosciuto il diritto al possesso della terra e vivono sotto un regime di apartheid.
Due terzi dei palestinesi, 870.000 persone, sono stati espulsi e sono diventati profughi. Oggi con i loro discendenti sono circa 12 milioni, sparsi in tutto il mondo, nei paesi arabi, in Europa, Australia, nelle due Americhe, in Canada…
Più del 94% della terra occupata militarmente (il 78% dei territori della Palestina storica) e controllata nel 1948 dal nuovo Stato Ebraico, era terra palestinese, assegnata soprattutto a ebrei in fuga dall’Europa e dall’orrore nazista, usati senza scrupoli dai sionisti, dall’Inghilterra e poi dagli USA, per i loro progetti colonialisti e neo colonialisti.
Oltre 500 villaggi palestinesi sono stati distrutti e ‘ripiantati’ da coloni israeliani che vi hanno costruito i kibbutz, nati sotto Israele sulle terre palestinesi occupate nel 1948.
A 73 anni di distanza, gli israeliani non hanno mai manifestato, neppure a Oslo (1993) o a Camp David (2000), il proposito di prendere in considerazione il diritto dei palestinesi al ritorno alla terra da cui sono stati espulsi, diritto riconosciuto dalle risoluzioni dell’ONU.
E i palestinesi continuano a vivere dal 1948 nei miserabili campi profughi di Libano, Siria, Giordania, della stessa Palestina, nei campi profughi di Gaza.
Nella guerra del 1967, i sionisti israeliani hanno occupato il restante 22% della terra palestinese e, dando seguito alle politiche colonialiste e di espansione, costruiscono e programmano nuovi insediamenti, portano avanti la pulizia etnica, consolidano il sistema di apartheid e di repressione di ogni legittima forma di lotta e resistenza del popolo palestinese.
Sono oltre 5.000 le prigioniere e i prigionieri politici nelle carceri israeliane. Tra questi, 140 bambini e 440 sottoposti a detenzione amministrativa, senza accuse e senza processo, soggetti a isolamento e a torture fisiche e psicologiche.
Tutto questo nel pieno disprezzo del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU, che dispongono il ritiro israeliano dai territori occupati nel 1967, e nonostante l’attuale, corrotta e arrendevole leadership palestinese li abbia offerto il 78% della Palestina storica, in cambio della pace e di un piccolo Stato palestinese (il 22% della Palestina storica) nei territori occupati nel 1967.
Tutto questo sotto gli occhi del mondo e dell’ONU, che non è stato in grado di difendere il diritto internazionale e di applicare le proprie risoluzioni, grazie al sostegno degli USA allo stato d’Israele, avamposto militare al servizio della politica colonialista nella regione mediorientale, ricca di petrolio e di primaria importanza strategica.
Tutto questo nel silenzio e nella complicità dei governi occidentali e dei regimi arabi alleati con gli USA, che oggi apertamente avviano rapporti di normalizzazione con l’occupazione israeliana, malgrado l’opposizione delle popolazioni che continuano a sostenere i diritti dei palestinesi.
Tutto questo con la complicità dei media occidentali che tacciono i crimini contro il popolo palestinese e le violazioni dei diritti umani compiuti ogni giorno dall’occupazione israeliana.

A 73 anni dalla Nakba, noi chiediamo a tutte le associazioni, ai sindacati, ai movimenti, ai partiti, ai cittadini che hanno a cuore libertà, diritti e democrazia, di unirsi a noi nel boicottaggio del regime d’apartheid israeliano e nella lotta contro il sionismo, contro gli accordi militari con lo stato d’Israele e le guerre colonialiste che devastano il Medioriente e molte altre regioni del mondo.
A 73 anni dalla Nakba, noi vi chiediamo di sostenere questi nostri legittimi obbiettivi:
ritiro dai territori occupati, smantellamento delle colonie israeliane e sospensione immediata della demolizione delle case e della pulizia etnica in atto a Gerusalemme, come ad esempio nel quartiere di SheikhJarah;
fine dell’assedio di Gaza;
libertà per i prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane;
rispetto del diritto internazionale e applicazione delle risoluzioni dell’ONU sulla Palestina e, tra queste, la risoluzione sul diritto al ritorno dei profughi palestinesi;
diritto all’autodeterminazione e nascita di uno Stato Palestinese libero, democratico, laico e sovrano, con capitale Gerusalemme.
Palestina libera!

UDAP
Centro Handala Ali Napoli