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L’embargo
internazionale e le ripetute
aggressioni israeliane contro la
Striscia di Gaza hanno portato al
collasso le già provate
infrastrutture di uno dei territori
più densamente popolati del pianeta.
Le strutture sanitarie ed
ospedaliere non sono state
risparmiate né dall’embargo, né dai
bombardamenti. Nel corso
dell’operazione “Piombo fuso”, i
criminali di guerra sionisti hanno
ripetutamente colpito ospedali ed
ambulanze, ed ora il perdurare
dell’embargo non fa che aggravare
una situazione già drammatica.
All’inizio di marzo,
una delegazione del Forum Palestina
è riuscita a rompere l’embargo ed a
consegnare alla Direzione
dell’ospedale Al-Awda di Gaza i
21.300 euro raccolti da una
sottoscrizione popolare nelle
settimane precedenti, mentre
un’èquipe di medici, psicologi ed
infermieri prendeva servizio presso
lo stesso ospedale, dove ha lavorato
insieme ai colleghi palestinesi per
settimane. Si è trattato di
un’iniziativa importantissima, di
cui tutti gli amici della resistenza
palestinese sono legittimamente
orgogliosi, ma che non può e non
deve restare un episodio.
Insieme alla
Direzione dell’ospedale Al Awda,
abbiamo deciso di rilanciare la
campagna di sottoscrizione S.O.S.
GAZA, finalizzandola ad un obiettivo
ambizioso: dotare l’ospedale di una
macchina per la Tomografia Assiale
Computerizzata (T.A.C.), uno
strumento indispensabile per la
diagnostica, di cui il milione e
mezzo di Palestinesi della Striscia
sono sprovvisti, perché la sola
macchina esistente è fuori uso ormai
da tempo.
In questa campagna,
non saremo soli: insieme a noi,
coordinati direttamente
dall’ospedale Al Awda,
collaboreranno associazioni e
comitati di solidarietà europei,
statunitensi ed arabi, in quella che
possiamo definire senza retorica una
grande iniziativa di solidarietà
internazionalista.
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Per
questo motivo, rilanciamo a
tutte e tutti l’appello a
sottoscrivere sul conto
corrente postale n.
47209002, intestato a Monti
Germano, con la causale
S.O.S. Gaza. Il codice IBAN
è IT59 C076 0103 2000 0004
7209 002.
Lo abbiamo
promesso, e le cose che
diciamo, di solito le
facciamo: torneremo presto a
Gaza, e non lo faremo
a mani vuote. |
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